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giovedì, 19 ottobre 2017


Come assumere un assistente familiare

Una volta individuato l’assistente familiare che si intende assumere, è necessario decidere a quale tipologia contrattuale ricorrere. Esistono infatti vari tipi di contratti, ciascuno applicabile in relazione alle esigenze della famiglia e dell’assistente. Per esempio, sotto il profilo dell’orario lavorativo è possibile stipulare un contratto a tempo pieno (incluso eventualmente il vincolo della convivenza) oppure a tempo parziale, mentre per quanto riguarda la durata, il contratto può essere a tempo indeterminato o a tempo determinato.

Una volta scelta la tipologia di contratto, le tappe che il datore di lavoro deve rispettare sono le seguenti:
  • verificare i documenti del lavoratore (vedi paragrafo seguente)
  • definire le mansioni da svolgere
  • contrattare le condizioni di retribuzione (attenzione ai minimi contributivi fissati per legge) e tutte le altre condizioni inerenti la prestazione lavorativa (convivenza o meno, orario di lavoro, ecc.)
  • stipulare con l’assistente familiare, per iscritto, il contratto di lavoro (detto anche “lettera di assunzione”)
  • dare comunicazione dell’assunzione all’INPS (e allo Sportello unico per l’immigrazione, nel caso in cui il lavoratore assunto sia extracomunitario) ed inviare la documentazione sotto segnalata agli uffici di competenza.

Si ricorda che l'instaurazione e la prosecuzione del rapporto di lavoro nell'ambito dell'assistenza familiare sono regolate dalla Legge n. 339 del 1958 per la tutela del rapporto di lavoro domestico e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, in vigore dal 1/03/2007.

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