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giovedì, 14 dicembre 2017


Se l’assistente familiare è straniero

Se l’assistente familiare che si intende assumere è straniero, cioè non ha cittadinanza italiana, l’assunzione prevede una procedura particolare.
Per prima cosa, il datore di lavoro è tenuto a verificare il possesso e la validità dei documenti consegnati dal lavoratore (vedi sezione Come assumere un assistente familiare).

La procedura per l’assunzione di un lavoratore straniero ma comunitario, cioè appartenente ad un Paese dell’Unione Europea, è analoga a quella prevista per i cittadini italiani. In questo caso occorre solo verificare attentamente che il lavoratore sia in possesso del codice fiscale e del passaporto in corso di validità. Inoltre, se il lavoratore è convivente, una volta assunto dovrà recarsi presso l’Ufficio anagrafe del Comune per effettuare l’iscrizione anagrafica.

Nel caso in cui l’assunzione riguardi invece un cittadino straniero extracomunitario, cioè appartenente ad un Paese che non fa parte dell’Unione Europea, la procedura è diversa a seconda che il lavoratore risieda in Italia oppure all’estero. Nello specifico:

Assunzione di un lavoratore extracomunitario residente in Italia: se il lavoratore è già presente in Italia con regolare e valido permesso di soggiorno per motivi familiari, motivi di studio, asilo politico, motivi umanitari o protezione sociale *, la procedura per l’assunzione è analoga a quella per il lavoratore italiano o comunitario. In questo caso ai fini dell’assunzione è necessario che il lavoratore presenti il permesso di soggiorno in corso di validità, oltre al passaporto e al codice fiscale.

Assunzione di un lavoratore extracomunitario residente all’estero: se il lavoratore risiede all’estero, occorre attivare una procedura che gli consenta di ottenere un permesso di soggiorno in Italia per motivi di lavoro. In questo caso, il datore di lavoro deve avanzare una domanda nominativa, richiedendo cioè l’ingresso in Italia per lavoro di quel determinato cittadino extracomunitario residente all’estero. L’iter da seguire è descritto nel dettaglio alla sezione Ingresso e lavoro dei non cittadini: le diposizioni normative.
Se la domanda nominativa viene approvata e viene autorizzato l’ingresso del cittadino extracomunitario in Italia per motivi di lavoro, una volta espletati gli obblighi previsti dalla legge è possibile per il lavoratore e il datore di lavoro stipulare il contratto lavorativo. In tal caso, il datore dovrà compilare ed inviare agli uffici di competenza tutti i documenti previsti per l’assunzione di un lavoratore italiano o comunitario, con l’aggiunta del contratto di soggiorno (il cosiddetto “modello Q”), il quale va inviato allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura del luogo di lavoro entro 5 giorni dall’inizio del rapporto di lavoro.

Se il rapporto lavorativo avviene in regime di convivenza, entro 20 giorni dall’inizio di quest’ultima il lavoratore extracomunitario deve recarsi all’Ufficio anagrafe del Comune per darne comunicazione, portando con sé copia del passaporto e del permesso di soggiorno.



* Elenco non completo, sono riportati solo i casi più frequenti. Rivolgersi agli uffici competenti per ulteriori informazioni a riguardo.

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